IC PERLASCA

Ai Docenti del “Perlasca”

AI DOCENTI DEL “PERLASCA”

Finalmente riesco a sedermi al computer di casa mia trovando il tempo di raffazzonare su due idee da rendere patrimonio comune.

Dal primo giorno della bufera ci siamo confrontati, abbiamo condiviso paure e preoccupazioni, steso progetti, prodotto idee, costruito ipotesi, disegnato percorsi, creato strumenti inediti e nuove metodologie didattiche, mai prima sperimentate. Senza risparmiarci, consapevoli che se non l’avessimo fatto avremmo mandato all’aria mesi e mesi di lavoro, nostro e dei nostri bambini e ragazzi.

Webinar con la partecipazione volontaria di un centinaio di Docenti, videoconferenze con la presenza anche di un’insegnante in malattia, messaggi di condivisione,aiuto e supporto sulle chat dei diversi plessi, coinvolgimento di mariti, mogli e figli per mettere in campo competenze tecnologiche necessarie alla nuova Didattica a distanza, in tempi strettissimi……. un vero miracolo !

Difficile dire se abbiamo fatto tutto bene, se avremmo potuto fare di più o meglio, se e cosa possiamo ancora fare che non sia già stato immaginato e pensato. Dice il proverbio che chi non fa non falla e noi tanto abbiamo fatto, tanto stiamo ancora facendo e tantissimo continueremo a fare. Per cui non dobbiamo angosciarci se sbaglieremo, perché l’errore è proprio della natura umana e grazie a Dio che l’errore esiste, perché serve a correggerci e a farci migliorare, come persone e come professionisti.

Mai come in questi giorni sono stato orgoglioso di voi.

In un mondo e in un Paese che hanno fatto dell’egoismo e della solitudine i loro tratti distintivi, non mi sono mai sentito solo. Emanuela, Piergiorgio, Simonetta, Fiorella, Rosalino, Roberta, Luisa, Lorna e le fiduciarie di plesso mi sono sempre stati vicini (a distanza di un metro, beninteso), come i tanti Docenti che quotidianamente hanno messo al sevizio di questa meravigliosa Comunità le loro competenze pregresse, con umiltà e dedizione.

Fidatevi. Non siamo il “Perlasca” per caso. E di questo devono essere consapevoli tutti, a partire dai nostri studenti, che hanno il privilegio di avervi come educatori.

Non so come né quando finirà. Ma sono certo che il giorno in cui finalmente potremo guardarci indietro con la serenità e il distacco che in questi giorni ci sono negati, scopriremo un motivo in più per identificarci nella frase che Alessandro Manzoni volle lasciare ai posteri nei “Promessi Sposi”, mettendola in bocca a Frà Galdino, nel dialogo del Capitolo III con Agnese e Lucia: “Perché noi siam come il mare, che riceve acqua da tutte le parti, e la torna a distribuire a tutti i fiumi”.

Il Dirigente Scolastico

STEFANO GARGIONI

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